Cercare una stanza a Tokyo: pseudo-guida sul dove sbattere la testa.

Correva l’autunno dell’ormai lontano 2012. Era appena arrivata la telefonata del dipartimento della mia facoltà che mi informava dell’esito delle selezioni e dunque della mia imminente partenza. In realtà sarei partita nell’arco di cinque mesi, ma cosa sono cinque mesi in confronto a una vita intera? Ovviamente una delle prime cose a cui mi sono messa a pensare (dopo aver chiamato amici, moroso e famiglia praticamente in lacrime e con la voce rotta dall’emozione, dopo essermi fatta i trip su tutte le cose che avrei fatto, dopo aver pensato “Oddio sì, karaoke e cibo giapponese per cinque mesi”, dopo essermi presa a sberle per capire se era tutto vero e dopo aver atteso per sicurezza la graduatoria sul sito dell’università per accertarmi che non si fossero sbagliati) è stata la sistemazione. Mi sono messa in contatto quasi subito con quella che sarebbe diventata la mia compagna di avventura, e Dio solo sa quanto ci piaceva farci i viaggi e immaginare dove saremmo finite. Alla fine L. ha avuto la pessima idea di lasciare la ricerca dell’alloggio in mano a me, quindi per diversi mesi ho sclerato al computer cercando di rispondere alla Domanda su cui si fonda l’intero universo: come trovare una stanza a Tokyo? Sono dunque partita in quarta per dedicarmi a sessioni di browsing giornaliere della durata di dodici ore con l’unico scopo di trovare l’alternativa migliore tra le centinaia di siti che promettono di accomodarti per pochi soldi al mese (ma che poi…)

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Nakano, mon amour!

Warning! D’ora in poi blatererò casualmente e prolissamente dell’iter che ho seguito io per trovare la mia bella casetta, ma se avete fretta o se vi pesa il culo a leggere tutto l’articolo potete scorrere un po’ più in basso dove solo e unicamente per voi ho inserito un riassuntino comodo comodo che potete anche stamparvi e portarvi in giro nel portafogli a mo’ di santino se vi va. Parlerò solo per quanto riguarda Tokyo (anche se qualche agenzia tra quelle che nominerò ha alloggi anche in altre zone del Giappone) ed escludo l’home stay perché non ho avuto modo di sperimentarlo. Also, se avete intenzione di partire per un anno o più sicuramente ci sono alternative migliori e più economiche rispetto a quelle sotto, ma di quelle vi parlerò quando avrò modo di sperimentarle anche io!

Ho scartato i dormitori senza nemmeno pensarci un po’ sopra. La nostra università avrebbe avuto due dormitori (uno maschile e uno femminile), ma non ci siamo potute entrare per una serie di motivi burocratici tra cui “Visto che è il primo anno che riceviamo studenti da Ca’ Foscari facciamo che non vi diamo nessuna borsa di studio e nessuna convenzione, cosa che invece faremo con piacere con tutte le altre università gemellate”. Dire che ho rosicato è dire poco, tutti gli altri studenti in scambio avevano un sussidio di circa 300€/mese e addirittura l’alloggio pagato. Ad ogni modo l’opzione dormitorio non ci allettava più di tanto, punto uno perché quello in particolare era abbastanza lontano da madre Shibuya e pure su una delle linee metropolitane più affollate ever (leggi: Den’entoshi sen). Disponeva però di stanze singole, a differenza della maggior parte dei dormitori in centro dove le stanze sono spesso da più persone. Proprio per questo scegliendo di stare in un dormitorio si riesce spesso a risparmiare qualcosa, a scapito però di un po’ di privacy: infatti, oltre alla stanza che può essere condivisa come no, la cucina e i bagni/docce sono in comune. Chi sceglie il dormitorio solitamente ha la scusa del “massì, tanto ci torno per dormire e basta”.

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Camera da sei persone in uno dei dormitori di Sakura House . Il prezzo è per posto letto.

Ho scartato anche le share-house, sistemazione generalmente favorita dagli studenti che scelgono di trascorrere qualche mese in Giappone. Le share-house sono degli appartamenti più o meno spaziosi in cui la stanza è privata ma la cucina, i bagni e le docce sono in comune con gli altri inquilini, come in un dormitorio. L’atmosfera è tendenzialmente rilassata e solitamente la provenienza degli inquilini è parecchio variegata, il che fornisce un’ottima occasione per trovare nuovi amici da tutto il mondo. Sounds great, huh?

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Tipico layout di una share-house gentilmente offertoci da Sakura House .

Peccato che io e L. siamo due full-time Grinch (nella fattispecie io sono trentina e i trentini sono tutti orsi, si sa), e in quanto tali abbiamo scartato anche l’allettante opzione della casa condivisa con tante simpatiche persone nuove. E poi i bagni in comune. E poi (nel caso di Sakura House) se volevi ospitare un amico dovevi pagare 2,000yen a notte (16€). Io e il mio senso di ospitalità intrinseco che mi supplica di offrire un tetto per la notte a tutti gli amici in difficoltà (e che fa a pugni con l’orso che è dentro di me) abbiamo deciso che non avremmo mai e poi mai accettato questo compromesso.

Allora mi sono messa a cercare degli appartamenti.
 Avevo sentito parlare spesso di Sakura House. Il nome è carino, il sito è tutto rosa e si intona perfettamente a Tokyo ist Krieg, dalle descrizioni sembra tutto perfetto e le foto delle stanze sono a dir poco invitanti. Ottima illuminazione, filtri rossi per dare un senso di warmness (gli stessi che uso io, okayl’hodetto), e sembra tutto pulito. Però, amici, i prezzi. I PREZZI!

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Ci vedete bene, l’appartamento è di 8mq e comprende bagno, cucina e zona giorno/notte. E costa 800€/mese.

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Qui si parla di 13mq e circa 900€/mese.

Insomma, se vivere a Venezia mi sembrava costoso era semplicemente perché non avevo mai visto i prezzi di Tokyo. Ho pensato che dovesse sicuramente esserci un’alternativa più economica, perché è vero che Tokyo costa e va bene, però come dappertutto se ci si allontana un po’ dal centro e se si riducono un po’ le aspettative qualcosa di più adatto alle proprie tasche si trova eccome. C’è anche da dire che Sakura House applica una tariffa aggiuntiva per ogni persona che vive con te (vale anche per le share-house) di 20,000Y/mese: il che significa che se hai trovato una stanza spaziosa a 600€ e pensi che potresti dividerla con un amico per risparmiare, in realtà non pagherete 300€ a testa come dovrebbe essere, ma circa 400€. E poi ho iniziato a prendere un po’ in antipatia Sakura House per via di certi commenti che ho letto su internet (lo so che internet mente sempre, basti pensare alle stronze che su TripAdvisor si lamentano dei resort in Tunisia perché le lasagne fanno schifo e la pasta è scotta). Tutto sommato comunque alcuni miei colleghi hanno vissuto lì e si sono trovati in un ambiente piacevole, pulito e con nulla di cui lamentarsi (apparte la lavatrice a gettoni sul tetto).
 Morale della storia: leggete tutti i commenti che trovate su internet ma non fidatevi di nessuno!


Sono dunque incappata in Tokyo City Apartments, un sito all’apparenza poco ospitale ma che in fondo nasconde un morbido cuore di panna che prende la forma dei nostri amati agenti immobiliari. Anche su Fontana (nome splendido dell’agenzia che gestisce il sito) ho letto delle lamentele su internet, principalmente sulla loro disonestà nel restituire le caparre, la sporcizia degli appartamenti e, in generale, lamentele sui prezzi. La mia esperienza con loro è stata molto positiva: la caparra è ritornata tutta intera (tranne quei 30,000Y che si sono tenuti per le pulizie, ma era specificato sul sito e visto come stavano le cose io e L. non ci siamo dovute nemmeno preoccupare di tirare a lucido l’appartamento intero prima di andarcene), durante tutto il periodo del soggiorno l’unico problema che abbiamo avuto con loro (o almeno, crediamo di averlo avuto con loro) è stato quello dell’immondizia di cui parlavo nello scorso post. E poi appena siamo arrivate la nostra casetta puzzava da morire, ma niente che in una settimana non siamo riuscite a risolvere. Per il resto, anche col fatto che il nostro appartamento era nello stesso edificio dell’agenzia, sono sempre stati molto disponibili ad aiutarci con tutto -dall’aria condizionata che non andava alla lavatrice di cui non capivamo il funzionamento.

Noi per il nostro appartamento di 40mq pagavamo 140,000Y al mese.

Noi per il nostro appartamento di 40mq pagavamo 140,000Y al mese.

Vorrei inoltre aprire un simpatico siparietto sui dieci motivi per cui dovete amare i vostri agenti immobiliari Fontana:
1. Al vostro arrivo vi verranno a prendere in stazione se sarà necessario.
2. Se la vostra casa è distante dall’agenzia, dopo aver firmato il contratto vi ci porteranno col furgone.
3. Vi capiranno e voi capirete loro perché sono tutti stranieri.
4. Sono tutti giovanissimi.
5. Sono quel genere di persone che potreste invitare senza problemi a bere una birra con voi.
6. La caparra ve la restituiscono anche se gli disfate uno dei letti (vedi sempre articolo precedente).
7. Potreste avere la fortuna di vedere Raphael, l’agente immobiliare più bello che abbiamo mai visto, anche se io e L. abbiamo il dubbio che sia emigrato perché ne abbiamo avuta solo una visione fugace.
8. Quando la mattina scendete per andare a prendere la metro loro saranno fuori a lavare il furgone e approfitteranno dell’occasione per dirvi che oggi siete proprio belle.
9. Se per caso vi arriva posta anche dopo che siete partiti (specialmente cose leggermente rilevanti come i risultati del JLPT N2) vi manderanno una e-mail con le scan e la conserveranno finché qualcuno non verrà  a prenderla.
10. Se non siete ancora convinti, guardateli!

Vi voglio bene, Fontana!

Non so se da questo post si sia capito bene da che parte sto. Si è capito?

Insomma come promesso vi faccio un riepilogo sulle tre alternative principali (poi potreste anche trovare da sposarvi per ottenere un visto matrimoniale, oppure vivere in un internet café, o farvi ospitare da degli amici… Insomma le alternative sono infinite. Ma per quelli che si accontentano, vi ricordo che abbiamo:

Alternativa 1: dormitorio.
Prezzo: 200-400€
Vantaggi: il prezzo.
Svantaggi: la poca privacy.
Agenzie per stranieri che offrono dormitori: Sakura House, Tokyocityapartments (Fontana), spesso le scuole di lingua o le università hanno i propri dormitori.

Alternativa 2: share-house.
Prezzo: 300-500€ per una singola.
Vantaggi: possibilità di conoscere nuove persone, solitamente il prezzo è moderato.
Svantaggi: alcune share-house hanno un coprifuoco, la cucina e i bagni sono in comune.
Agenzie per stranieri che offrono share-house: Sakura House, Oak House, Tokyocityapartments (Fontana), Borderless House,

Alternativa 3: appartamenti.
Prezzo: 500-1000€/mese, a seconda di quanti siete e di quanto è grande l’appartamento.
Vantaggi: potete fare i vostri porci comodi.
Svantaggi: il prezzo.
Agenzie per stranieri che offrono appartamenti: Sakura House, Tokyocityapartments (Fontana).

Oggi mi sono resa utile, quindi sono molto soddisfatta di me stessa. Capisco che questo post interesserà a pochissime persone, ma non temete, tornerò presto con i miei svarioni sula metropoli senza capo né coda per i quali continuate a seguirmi (vero?)
A presto, またね!

One thought on “Cercare una stanza a Tokyo: pseudo-guida sul dove sbattere la testa.

  1. Il modo giusto di trovar casa a Tokyo non c’è, c’è l’unico modo possibilragionevole. Venire con il visto da studente e la previsione, dichiarata, di stare due anni… al che la tua scuola testimonia che stai due anni, al che l’agenzia ti crede e convince un padrone di casa. Così prendi un appartamento a 40 mila yen un po’ fuori, a 60 mila yen se lo vuoi a Shinjuku o giù di lì… non arredato ma con gli elettrodomestici, certo, ma alla lunga comprarti uno o due futon e qualche altra amenità batte di parecchio il pagare ogni mese un prezzo doppio.

    SE, e dico SE, le cose vanno male, puoi finire a pagare un grosso anticipo, certo, ma se stai anche solo un anno c’è già una notevole convenienza secondo i calcoli che avevo fatto, da me e con gli agenti immobiliari di 3-4 agenzie dove avevo cercato a mio tempo.

    Piccolo caveat: il giapponese è indispensabile, salvo rarissimi casi. Un esempio è l’agenzia minimini che ha, in diverse filiali, personale che parla altre lingue (e probabilmente sarà visto come un alieno dai colleghi di lavoro).

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