Referrers, o di che cosa cerca la gente quando arriva per caso nel mio blog.

Da tempo speravo di poter fare un post sui referrers, ossia sui termini di ricerca inseriti in Google che hanno portato gli sventurati internauti curiosi su Tokyo ist Krieg. Alcuni suonano normali, alcuni suonano strani, alcuni suonano decisamente fuori di testa. Dopo più di due mesi di blogging ho raccolto abbastanza materiale, quindi without any further ado iniziamo!

Prima categoria: cose normali.

Tokyo ist Krieg, tokyoistkrieg, tokyoiskrieg, tokyoist, tokyoistkriek, tokyoistkreig e chi più ne ha più ne metta.
Sono i rischi del dare al proprio blog un nome tedesco e cattivo, ma apprezzo lo sforzo di memoria che avete fatto per arrivare (o tornare) qui. Siete grandi!

Valigia partenza.
Ne ho parlato in uno dei primissimi post, della mia stupenda valigia ottanio con cui sono partita carica di speranze e di sogni. Ora quella valigia è in piedi in un angolino della mia stanza, coperta da una pila di vestiti mezzi freschi di lavatrice e mezzi da mettere a lavare, e da sotto quella montagna di stoffa mi guarda tutto il giorno e tutta la notte.
Anche io prima di partire, soprattutto nelle ultime settimane prima del grande viaggio, cercavo spesso “valigia partenza” su google per capire se avevo dimenticato qualcosa o se stavo per portare qualcosa di troppo. Mi spiace che i miei post non siano stati utili a chi di voi aveva i miei stessi dubbi, ma sono sicura che avrete trovato qualcosa di buono da qualche altra parte, come l’ho trovato io.

Giappone usi e costumi.
C’è troppo da dire sugli usi e i costumi dei giapponesi, ci sono una miriade di siti che ne parlano, milioni di libri a riguardo e nonostante tutto non se ne può mai sapere abbastanza. Il Giappone, come ogni altro paese al mondo, ha mille sfaccettature. I giapponesi non sono tutti uguali, non tutti sono gentili, non tutti sono timidi e taciturni, non tutti si inchinano per presentarsi, non tutti hanno i capelli neri e lisci e gli occhi a mandorla. Ho studiato la “cultura giapponese” per tre anni in Italia e ciononostante una volta emigrata qui a Tokyo mi sono trovata a farmi mille domande, ad avere mille dubbi, a non capire e non essere capita. La vita sul posto, neanche a dirlo, è tutta un’altra cosa rispetto a quello che si legge sui libri.

Vestirsi in Giappone.
Ne avevo parlato brevemente qui. Avevo sottolineato come, nonostante il freddo freddissimo di fine marzo-inizio aprile, le ragazze girassero tutte a gambe scoperte incuranti dei geloni che incombevano minacciosi. Ora, trascorsi due mesi, è arrivato il caldo anche nella metropoli e ho avuto l’ennesima conferma che qui le cose girano sul serio al contrario. Con temperature che sfiorano i trenta gradi, le donne giapponesi amano coprirsi dalla testa ai piedi per impedire ai raggi di sole di abbronzare la loro regale pelle bianca. E allora vedi: jeans lunghi, maglia a maniche corte, cardigan, sciarpa, cappellino antiestetico con visiera oppure parasole. Lungi da me, sole, non voglio godermi il tuo tepore nemmeno ora che incombe minacciosa la stagione delle piogge, voglio coprirmi tutta e soffocare per il caldo atroce.

IMG_0388

Cibo da comprare in Tokyo.
Edamame, economici, veloci da fare e sfiziosissimi. Dolcetti coloratissimi e con più zucchero del film Notting Hill. Dorian, un frutto ipercostoso (circa cinquanta euro al pezzo) che sa un po’ di melone ed un po’ di cipolla ed è da provare almeno una volta nella vita. Umibudou, l’uva di mare (una specie di alga a grappoli che ti scoppietta in bocca quando la mangi -lo so, suona rivoltante). Le crepes di Takeshita Dori ad Harajuku, che non saziano per niente ma rendono la vita migliore per qualche ora. Un sacco di altre cose, nel dubbio comprate di tutto e decidete in seguito cosa tenere e cosa buttare (in senso metaforico, nella realtà non si butta via niente).

Giappone cosa manca dell’Italia.
Enough said.

Riviste per ragazze giapponesi.
Non compratene. Non sprecate i vostri soldi. Anche per questo punto, enough said.

Che trucchi comprare a Tokyo.
Mi spiace, non posso aiutarvi. Uso gli stessi trucchi da una vita, ed a Tokyo per ora ho comprato solo un eye-liner che nemmeno funziona e delle spugnette per il fondotinta. Sono un’abitudinaria. Ad ogni modo ho sentito che nei pressi di Koenji c’è un quartiere finto-coreano dove vendono pure un sacco di cosmetici coreani, che pare siano tra i migliori sul mercato. Try there!

Sushi, sushi ovunque

Sushi, sushi ovunque

Seconda categoria: cose che mi lasciano perplessa e divertita.

Il Giappone fa schifo.
Amico, adoro il fatto che tu abbia aperto google, digitato le parole “il Giappone fa schifo” e premuto invio. Per curiosità ho provato a fare la stessa ricerca e ho trovato alcuni risultati interessanti, come questo articolo che non potevo non aspettarmi, questo altro articolo interessante sugli italiani a Tokyo (incontrati tutti, uno per uno), e vari altri post sui motivi per non vivere in Giappone. Non so come questa ricerca abbia potuto portare al mio blog, non ho scritto da nessuna parte che il Giappone faccia schifo (anche perché, come ci dicevano le maestre alle elementari ed i genitori per tutto il resto della vita, non si dice “fa schifo”, si dice “non mi piace”).

Ma perchè i cinesi, giapponesi e insomma gli asiatici in generale si mettono sta maskerina bianca che gli copre la bocca e il naso???
Gente che intavola una conversazione con google anziché cercare semplicemente le parole chiave.
“Ciao, google, come stai oggi?”
“Mah, non male, un po’ di acciacchi stagionali ma si tira avanti. Cosa vorresti cercare oggi?”
“Sapresti mica dirmi perché i cinesi, i giapponesi e insomma gli asiatici in generale si mettono sta masKerina bianca che gli copre la bocca e il naso?”
Alcune cose non hanno prezzo, per tutto il resto c’è tofugu.

Giapponesi moleste.
Il fratello che ha cercato “giapponesi moleste” è sicuramente stato indirizzato verso questo post. Mi piacerebbe però sapere che cosa stava cercando idealmente! Ad ogni modo sì, le giapponesi sono molestissime.

Mi manca lo spritz.
Anche a me manca lo spritz, ti capisco un sacco!

Come lavarsi la schiena da soli.

Così, ovviamente!

Trucco per sembrare giapponese.
Non dire mai no, inchinati, procurati dei biglietti da visita, studia tanto, bevi di più, fatti dei purikura, dormi sui treni. Guarda gli stranieri con aria sospettosa, metti delle copertine a tutti i tuoi libri, comprati un iPhone. Lavora fino a tardi, ringrazia e scusati per ogni cosa, non farti dei tatuaggi per alcun motivo. Ah, stavi cercando dei consigli per il make-up?

Donna giapponese occhi occidentali.
Ultimamente pare andare molto di moda la chirurgia alle palpebre per far sembrare gli occhi più grandi ed “occidentali”. Per chi non vuole ricorrere alla chirurgia, abbiamo la colla per le palpebre (vedetevi video sotto, senza spaventarvi per il giapponese e per le giapponesi) e le già citate circe-lenses, per ingrandire l’iride e dare un effetto più creepy  carino e coccoloso. Tra parentesi, non sono mai stata fiera delle mie palpebre come ora.

Quando si dice di una persona brutta persona.
Sei troppo profondo per me, non so aiutarti.

Terza categoria: cose che decisamente non capisco.

Foto di un bidé che sembra un occhio.
Sono davvero curiosa di sapere come mai qualcuno dovrebbe cercare la foto di un bidé che sembra un occhio.

Facehugger + tentacle.
Oh oh, temo che qui si sconfini nella parte pericolosa di internet, quindi per scrupolo lascerò cadere questa ricerca nel vuoto cosmico. Ad ogni modo, tutto ciò che ha come comune denominatore “tentacle” e “Giappone” è il male.

Venditore velocissimo di biscotti a Tokyo.
Tokyo e gli onnipresenti venditori di biscotti ninja, so esattamente cosa intendi (no).

Io ho scovato un rarissimo venditore di crepe ninja.

Io ho scovato un rarissimo venditore di crepe ninja.

10 thoughts on “Referrers, o di che cosa cerca la gente quando arriva per caso nel mio blog.

  1. Io, per pigrizia, passo da queste parti ripescandoti dal dashboard dei blog che seguo… e sul perché… beh… perché tu sei quella che fende le strisce pedonali e poi mi racconta la faccia di quelli incollati al marciapiede! Ciao!

    • “tu sei quella che fende le strisce pedonali e poi mi racconta la faccia di quelli incollati al marciapiede”
      Ci ho pensato un po’ e ohmmioddio, anche chi mi conosce da secoli non avrebbe saputo descrivermi meglio!

  2. Pingback: Dieci cose che dovreste sapere sulle metropolitane giapponesi (seconda parte) | Tokyo ist krieg

  3. Pingback: Referrers ist Krieg, o di quello che porta qui i lettori (s01e02). | Tokyo ist krieg

  4. Buongiorno! Vorrei sapere – dato che un mio allievo me lo ha scritto in un tema – se è vero che i Giapponesi ringraziano, a tavola, per il cibo che mangiano e per come è stato preparato, fase dopo fase. Si tratta di una scuola alberghiera, sicché devo essere assolutamente certa di questa informazione! Grazie per la risposta.

    • Ciao!
      I giapponesi prima di iniziare a mangiare usano l’espressione “itadakimasu”, che potrebbe essere tradotta come “ricevo umilmente (questo cibo)”. Direi che può essere considerato un ringraziamento, molto piu del nostro “buon appetito”!
      Per quanto riguarda invece il ringraziamento per come il cibo è stato preparato, fase dopo fase, si tratta di un’informazione non corretta (magari il tuo allievo intendeva qualcos’altro, ma non mi viene proprio in mente nulla di simile).
      Se c’è altro fammi sapere!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s