Altro mese, altre cose random sulla metropoli.

L’aggiornamento del blog procede a rilento, e il post random sul secondo mese arriva con circa una settimana mille giorni di ritardo. Prima che me ne sia potuta accorgere ho già trascorso metà del mio soggiorno qui, e continuo ad essere perplessa sulla metropoli e sui suoi abitanti.

1. Ci hanno chiuso il tetto di cui parlavo con entusiasmo nello scorso articolo. Il primo impatto con quella porta di ferro che per la prima volta non si apriva è stato davvero traumatico. Aggiornamento: dopo circa tre settimane lo hanno riaperto, ho tirato un respiro di sollievo.

2. Mi è stata spacciata della Nutella, sono veramente grata a chi mi ha aiutata in questo poco legale compito, ora sono felice pure se tra due giorni non lo sarò più perché sarà già finita. Pazienza.

3. I giapponesi sono senz’anima.

4. Il mio sentire la mancanza di casa si è tradotta in: finire un barattolo di Nutella da quattrocento grammi in meno di una settimana, cercare in internet un posto dove poterla comprare, trovarlo e provvedere a una spesa autodistruttiva e costosissima che mi faccia sentire un po’ più nella mia cucina italiana.

Bentornata a casa, Anna!

Bentornata a casa, Anna!

5. Qui la gente non si cura molto di te, qualsiasi cosa dicano i giapponesi sul loro proverbiale rispettare gli altri e preoccuparsi della presenza e delle reazioni altrui. La gente ti spintona per salire e scendere dal treno, non chiede permesso, non si preoccupa di scansare l’ombrello quando piove passando in una strada stretta e tu ti ritrovi completamente fradicia e per poco non ti si cavava pure un occhio.

6. Amo le caffetterie dove tutti se ne stanno da soli a pensare agli affari propri; ogni tanto provo ad immaginare la storia dietro ogni singolo volto. In quella dove vado di solito, a trecento metri da casa, vedo sempre le solite facce. Siamo una fredda famigliola di persone sole, con i nostri libri, i nostri caffè, i nostri iPod. Nelle caffetterie riacquisto un po’ di sanità mentale.

7. Esistono dei locali dove puoi coccolare dei gattini mentre bevi il tuo caffé. Se entrassi là dentro non riuscirei più a uscirne, un po’ come il loop della dannata Nutella. Me ne terrò alla larga.

8. Saizeriya è stata una scoperta straordinaria. Una catena di cheap family restaurant che fa cucina italiana, che costa poco (un piatto di pasta circa 3,50€, una minipizza sempre 3,50€, bibite, caffè e cappuccino gratis a volontà e così via).

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Piccola, ma con la mozzarella di bufala.

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Prezzo per pizza + tiramisù: circa quattro euro e mezzo. Not bad!

9. Oggi ho avuto la prima esperienza di entrata in volata nella metropolitana. Ho sempre guardato con ammirazione quelli che mentre le porte si stavano chiudendo trovavano comunque il coraggio di lanciarsi nel vagone come se non ci fosse un domani, e finalmente quel coraggio l’ho trovato anche io. Essenzialmente la scelta era tra rischiare di venire schiacciata dalle porte o aspettare circa otto minuti per la metro seguente, e alla fine la prima opzione ha avuto la meglio. Mi sono cagata addosso, per un attimo mi sono sentita come uno dei protagonisti di Saw. “Tokyo Metro vuole fare un gioco con te”.

10. Cose che ti rallegrano un po’ la giornata. Ero con un amico giapponese, N., ed a un certo punto gli arriva sul telefono un messaggio da parte di una sua amica di liceo che non vedeva da tempo. Il messaggio diceva: “Ciao, quanto tempo! Sei per caso in giro con una bellissima ragazza straniera? Mi pare di averti visto!”
SPOILER: la bellissima ragazza sono io! Ohohohoh grazie amica di N.

11. Ho giocato a biliardo dopo tantissimo tempo (tre mesi come minimo, facciamo pure quattro). Non c’è niente come la mia crew di Mestre, ma pure oggi non è stato male. L’unica pecca è stato il prezzo, circa 12 euro a testa per poco più di due ore. Al nostro biliardo malfamato ed abitudinario di Mestre ne pagavamo 4, ma qui hanno la brutta abitudine di vendere le cose ed i servizi a persona, e non a stanza/tavolo/ecc.

12. Saitama (e, nello specifico, la zona di Kawagoe) sta diventando come una seconda casa. Mi ricorda così tanto Trento che non posso che volerci ritornare.

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13. Mentre i miei coinquilini si fanno polpo e patate io mi nutro di crocchette surgelate ed edamame, ma è colpa mia che spendo i soldi per la cena al biliardo o al karaoke. Questione di priorità suppongo.

14. Ho una voglia pazzesca di andare al mare, fare barbecue, andare in giro per i colli bolognesi con la Vespa Special che ti toglie i problemi, fare tutte quelle belle cose estive che non si sa se si potranno fare o no perché siamo apparentemente entrati nella stagione delle piogge che durerà più o meno fino a luglio. Speriamo in bene.

15. La cosa dei “tre supermercati” di cui vi parlavo in alcuni articoli precedenti è andata a farsi benedire ultimamente.  Faccio la spesa solo in quello sotto casa ed essenzialmente compro solo edamame, caffellatte, pane e crocchette surgelate. Tutto ciò che non è compreso nei suddetti articoli lo prendo d’asporto in giro.

16. Non pensavo che i coreani fossero così brava gente, bravi coreani, vi voglio bene.

17. Lo scorso weekend i nostri amici di Kanagawa hanno organizzato un italian party nella loro università, e ho bevuto il primo spritz dopo tre mesi. Gioia e giubilo, mi sono venute le lacrime agli occhi al primo sorso.

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Qui avevo già finito di piangere, ma ero comunque molto emozionata.

18. Qui si vendono i deodoranti in coppia, uno in formato lacca per capelli per l’uso casalingo e l’altro in formato mini per quando si va in giro. Roba seria, poco fa in metro ho visto una pubblicità che recitava pressapoco “Un uomo profumato sembra un uomo di successo”. Sembra!

19. Ho ricevuto il primo abbraccio da parte di un giapponese, anche se c’era il trucco: K. ha vissuto per un anno in Italia (e proprio in Italia lo ho conosciuto), parla benissimo l’italiano e conosce almeno cinque modi diversi per insultare le ragazze di facili costumi. Resta il fatto che è stato un gesto alquanto inaspettato, poi ultimamente ho l’emozione facile ed ancora una volta mi sono quasi commossa.

20. Finisco l’articolo con della buona musica giapponese, che non pensavo esistesse. Sono in loop continuo da quasi una settimana. Ultimamente quando vado al karaoke con i giapponesi prendo appunti, si scoprono gruppi davvero niente male!

Per oggi è tutto, mi scuso per l’enoooorme ritardo dell’articolo e come al solito non so dirvi quando arriverà il prossimo. Abbiate fede! Alla prossima, vi voglio bene e tanti abbracci per tutti.

5 thoughts on “Altro mese, altre cose random sulla metropoli.

  1. Sono capitato per puro caso sul tuo sito.
    Scusa ma non resisto dal farti due semplici domande.
    Come mai hai deciso di andare in Giappone?
    Se non ti piace e ti mancano così tante cose, perché non torni, semplicemente?
    m a

    • Ciao a te, mio anonimo lettore casuale! Le tue domande sono legittime e le risposte sono ciò a cui di più semplice si possa pensare: ho deciso di andarmene in Giappone per completare il mio cammino di studi (sono laureanda in Lingue e Culture dell’Asia Orientale) e perché, banalmente, amo viaggiare. Premetto che sono tornata da quasi tre settimane -mea culpa che non aggiorno il blog da quasi due mesi, ma presto rimedierò-, per la fine del semestre universitario e per la scadenza del visto. Per il resto sì, mi sono mancate tante cose tra cui quelle che hai letto probabilmente nel post sotto, ma contemporaneamente non posso dire che il Giappone non mi sia piaciuto: tante cose non le capivo e non le capisco tuttora, ma le ho prese come piccole sfide quotidiane e come news strampalate da scrivere sul mio blog per quelli che del Giappone non sanno nulla o per quelli che già sanno ma vogliono seguirmi comunque. Non ho mai omesso niente che trovassi brutto, né allo stesso modo niente che trovassi splendido!
      Ora sono tornata in Italia, ho rivisto la mia famiglia, i miei amici, ho bevuto il mio spritz e mangiato la mia pizza, e sarei pronta a ripartire anche subito verso quel paese che sì, va preso a piccole dosi e con molta calma ed apertura mentale, ma che mi è rimasto nel cuore e dove sicuramente tornerò, un giorno o l’altro, a lamentarmi ancora delle piccole cose tipo il caffé costoso e la gente che spinge ;D

      • Ok devo aver inteso male… mi sembrava che non ti piacesse e che ti lamentassi di molte cose. Essendo un migrante italiano in Germania conosco bene questi sentimenti e ammetto di non nutrire particolare curiosità verso la cultura giapponese…quindi mi sono detto “ma se non le piace chi glielo fa ffà”? Anche perché sono convinto che quando una cosa non piace, non è che non piace “poco”. Non piace e basta. E la libertà è nel rinunciare a una cosa che non piace. In bocca al lupo per il tuo percorso!😉
        m a

      • Ti ringrazio dei commenti e dell’in bocca al lupo!
        Sono d’accordo col tuo punto di vista: una cosa o piace un sacco, o ti piace abbastanza da conviverci, o non ti piace a tal punto da riuscire a sopportare con difficoltà. A me Tokyo è piaciuta tantissimo a livello globale e non vedo l’ora di tornarci, ma non escludo che le cose che mi hanno infastidito la prima volta continuino a infastidirmi anche per le volte a venire -se ce ne saranno. Penso sia normale, di qualunque paese si stia parlando!
        In bocca al lupo anche a te per tutto😀

      • Crepi!🙂 p.s. in risposta anche a un altro post che ho letto, come sono arrivato al tuo sito: stavo facendo un aperitivo (con spritz, non a caso sono andato a vivere in Germania anziché in Giappone😉 ) e c’era un tramonto davvero bello, sicché dei giapponesi erano intenti a fare molte foto. Apro Google e scrivo “ma perché i Giapponesi fanno un sacco di foto” e al secondo risultato indovina cosa esce?😄 un saluto! m a

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