Una spesa a Nakano, o del nutrirsi nella metropoli.

Allo studente esule nella ridente cittadina di Tokyo si presentano essenzialmente due alternative quando si tratta di cibo: fare la spesa e cucinare per sé a casa oppure comprare del cibo pronto (お弁当, obento) in un qualsiasi konbini, gastronomia, supermercato e chi più ne ha più ne metta. Una cosa è certa: l’affamato a Tokyo non rimarrà mai senza un posto dove potersi saziare, che siano le due di pomeriggio o le cinque di mattina.

Personalmente alterno i due metodi; a pranzo sono spesso all’università, quindi o mi compro qualcosa in mensa o prendo qualcosa prima e lo mangio in classe durante la pausa. A cena invece tendo a cucinare (per quanto i miei piatti risultino sempre il mix monotono e ripetitivo degli stessi ingredienti, quelli che costituiscono la mia confort zone alimentare qui in Giappone), e dunque vado circa tre volte a settimana al supermercato per procurarmi quello che mi serve.
In realtà il supermercato non è uno solo: ne visito regolarmente almeno tre per assicurarmi i migliori prezzi e prodotti che ci sono in uno piuttosto che nell’altro. Quindi abbiamo il lussuoso Santoku per la spesa regolamentare (quella di cui fornirò un esempio un poco più sotto); Niku no hanamasa per le cose della colazione (caffellatte, succo d’arancia o di mela e biscotti) e per qualche piatto di sashimi a buon mercato quando sento di meritarmene uno; Corno (sì, non chiedetemi) per la frutta, la crema al cioccolato indispensabile ed il pane.

Per circa tre euro ci si può portare a casa uno di questi bento che dovrete solo riscaldare. Grazie, Giappone!

Per circa tre euro ci si può portare a casa uno di questi bento che dovrete solo riscaldare. Grazie, Giappone!

Piccola parentesi, nei supermercati in Giappone è tutto quasi maniacalmente fresco. La data di scadenza segnata sulle confezioni di pesce, sughi, sashimi e maki è sempre lo stesso giorno in il prodotto è stato confezionato e messo sullo scaffale, e questo porta ad un ricambio così frequente della merce che ogni sera, talvolta dopo le 18e talvolta dopo le 21, molte catene e convenience store offrono degli sconti che possono arrivare anche al 50% del prezzo del prodotto, per incentivare l’acquisto e ridurre al minimo lo spreco di alimenti. Approfittando degli sconti serali, ho potuto comprare dell’ottimo sashimi pescato il giorno stesso per 398 yen, circa 3,50€. Era una porzione da dodici pezzi, mica bruscoletti; la stessa porzione in un ristorante italiano di cucina giapponese sarebbe venuta a costare tra i 10 ed i 15 euro.

Dunque andiamo avanti con un esempio di spesa da Santoku, dove compro un po’ di tutto e dove vado circa una volta a settimana.

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Da sinistra: germogli di soia (0,80€), due scatole di legumi (1€ l’una), uova (1,80€), formaggini (2,30€ per sei pezzi, dannati ladri), edamame surgelati (2€), patate surgelate (2€).

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Sempre da sinistra: tofu (non mi fa impazzire, ma una confezione da 500gr costava solo poco più di 1€ -complici gli sconti serali e le date di scadenza farlocche), gyoza precotti (delle specie di ravioli untissimi ripieni di carne; 1,80€), insalata mista (o,80€), due confezioni di schifezze prefritte da scaldare e basta e che non comprerò mai più (2,50€), un pasto completo pronto a base di riso e pesce crudo (poco meno di 3€).

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Macinato di muuuucca (circa 3€), trancio di salmone (1,80€), yogurt (2€), biscottini cioccolatosissimi, ciccionissimi e buonissimi che si chiamano Shittori (I don’t even want to know, comunque meno di 1€), sei costosissime mele (3,50€, c’è molto di peggio).

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Cosa si celerà dentro a questo magico sacchettino della vergogna (quoto liberamente da qui, leggete l’articolo e pure tutto il resto del blog che è sicuramente uno dei miei preferiti)?

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Assorbenti, ovviamente. Vengono insacchettati separatamente perché sono terribilmente impuri e perché potrebbero contaminare tutto il resto, o che cavolo ne so. Nel dubbio leggete il post che ho linkato poco sopra!

Anche per oggi è tutto da quel di Tokyo, fate i bravi e se vi capita dormite un po’ anche per me perché ultimamente sprizzo sonno da tutti i pori. Alla prossima!

5 thoughts on “Una spesa a Nakano, o del nutrirsi nella metropoli.

  1. Questa foto bene esprime il fatto che quindi non ho preso una bella allucinazione per quel nero sacchettino😄

    • Appena ho visto che me li insacchettavano ho pensato al tuo post! Già, è proprio tutto vero.

  2. Pingback: Altro mese, altre cose random sulla metropoli. | Tokyo ist krieg

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