Washlet, o del gabinetto degli dèi:

Poco fa discutevo col mio ragazzo cercando di decidere se stasera scrivere un post generale sulla mia giornata o uno più specifico sul washlet (se vi state chiedendo cosa sia un washlet, dopo lo spiegherò nei dettagli), e lui mi ha suggerito di scegliere questa seconda opzione, se mi aveva così colpita. Se si parla di “colpire”, dunque, non posso far altro che lanciarmi in questa entusiasta monografia di questo leggendario sanitario da bagno, nonché una delle cose per le quali siamo costretti a riconoscere la superiorità del Sol Levante (fonte: il blog del mio collega).

Disclaimer: questo post conterrà foto di gabinetti, se vi aspettavate i ciliegi in fiore scorrete fino in fondo alla pagina e sarete in minima parte accontentati.

Il washlet, questo sconosciuto. Ma partiamo dal principio. Ero con due compagni di viaggio a Shibuya, e dopo aver camminato per tutto il giorno si iniziava a sentire il bisogno di sedersi per un attimo e l’occhio cade su Silkream Dolci Café (sì, lasciamo perdere il nome), un locale apparentemente molto carino che poi ha rivelato contenere un immenso vortice malefico di maleficità: partendo dal fatto che il prezzo medio per una crépe si aggirava sugli 800yen (poco meno di 7€) e che la cosa meno costosa che potevi ordinare era un succo all’arancia da 450yen che aveva lo stesso sapore di quelli del Lidl, passando dal fatto che fosse un locale solo per donne o per uomini accompagnati da donne ed concludendo con la seguente scena, dove D. è un mio compagno, L. la mia compagna e poi ci siamo io e la gentile commessa.

Gentile Commessa: “Se gli onorevolissimi clienti sono pronti per ordinare, sono pronta ad accogliere umilmente la Loro ordinazione.”
D: “Sì, allora io prendo questa crépe.”
L: “Io prendo un thé.”Io: “Io nulla, divido la crépe con lui.”
Gentile Commessa: “Sono desolata, molto onorevolissima cliente, ma in realtà la politica del nostro umile negozio consiglierebbe se non la disturba di avere un’ordinazione per cliente” (traduzione: “ciccia, se non ordini te ne devi andare e restituire pure l’acqua che ti abbiamo dato gratis sulla fiducia”).

Meh. Quindi per una crépe, un thé caldo ed un succo all’arancia del Lidl abbiamo speso quasi quanto ieri sera a cena per tre porzioni di udon.

Stiamo comunque parlando di questa crépe, al tiramisù con gelato alla vaniglia e caramello a parte.

Stiamo comunque parlando di questa crépe, al tiramisù con gelato alla vaniglia e caramello a parte.

Vi starete probabilmente chiedendo come da questa storia arriveremo a parlare di washlet, o molto più probabilmente vi starete chiedendo che diamine sia un washlet.
Beh, a un certo punto ci siamo messi a pensare che con i soldi che gli avevamo lasciato tanto valeva andare pure in bagno, e quindi uno alla volta ci andiamo. Apparte gli specchi con intarso in simili-marmo alla maniera di Luigi XVI e la molto fine musichetta francese che accompagnava amenamente la pisciata  l’uso della toilette, eccolo lì, per la prima volta sotto i miei occhi da turista entusiasta per qualsiasi cosa: il tanto sospirato ed invidiato washlet.

Lo so, non sembra nulla di che a vederlo così, ma aspettate di sentire di che cosa è capace.

Lo so, non sembra nulla di che a vederlo così, ma aspettate di sentire di che cosa è capace.

Prima di raccontarvi la mia entusiasmante esperienza con questo marchingegno del demonio, lasciate che ve ne decanti un po’ le lodi facendo un bel copia-incolla dalla pagina di wikipedia dedicata.

La toilette moderna in Giappone, comunemente definita in giapponese washlet (ウォシュレット) o sedile pulente con acqua calda, è attualmente il più moderno tipo di sanitario, con un’ampia gamma di gadget. Il Washlet Zoe della TOTO è addirittura entrato nel Guinness dei primati, come il sanitario più sofisticato al mondo con la bellezza di 7 funzioni. […] Nel 2002, quasi la metà delle abitazioni private in Giappone possedeva un sanitario di questo tipo, più di quante non abbiano un personal computer. Anche se a un primo sguardo può sembrare un normale sanitario di tipo occidentale, esso ha numerosi optional, come un asciugatore ad aria calda, un asse riscaldato, possibilità di massaggio, regolazioni della temperatura e del getto d’acqua, apertura automatica del coperchio, sciacquone dopo l’uso, pannelli di controllo senza fili, riscaldamento e aria condizionata per la stanza, e così via, come parte sia del sanitario che del sedile. Queste caratteristiche possono essere comandate da un pannello di controllo che può essere collegato al fianco del sanitario stesso o essere su una vicina parete, spesso con un collegamento senza fili per trasmettere i comandi al sedile.

Non lo trovate fenomenale? Nel momento in cui ho poggiato il mio regale posteriore sull’asse e mi sono accorta che non solo non era gelido come solitamente accade, ma era pure riscaldato dall’interno, mi sono resa conto che di una cosa del genere non potrò più farne a meno. C’è da ringraziare che stia arrivando la primavera, perché se fossi venuta qui nel semestre invernale col cavolo che avrei usato il bagno di casa, mi sarei scelta un café o una casa altrui ed avrei fatto il nido lì.
Ho inoltre dovuto provare i vari bottoncini che vedete nella foto sopra; quelli più grandi servono a selezionare la funzione, e nell’ordine: stop, regale didietro, “yawaraka” (simile al precedente, ma con un getto più soft), bidet, regolazione della potenza del getto, regolazione della temperatura. I tastini più piccoli sopra, invece, sono: grande, piccolo (penso riferito alla quantità d’acqua al momento di tirare lo sciacquone), move, massaggio ed asciugatura.
Ovviamente non ho provato tutto perché si era anche fatta una certa e non potevo certo passare un’altra mezzora in bagno a studiarci su; fattostà che ora potete ben capire come mai sono rimasta piacevolmente “colpita” sia dal washlet che dal suo confortevole getto d’acqua calda.

Ecco un altro tipo di washlet, stavolta con comandi a lato, avvistato all'aeroporto di Narita.

Ecco un altro tipo di washlet, stavolta con comandi a lato, avvistato all’aeroporto di Narita.

Completo il tutto con un’ultima citazione, sempre da wiki, che sembra una sciocchezza ma non lo è per niente:

 Il pannello di controllo è spesso collegato a un sensore di pressione sul sedile stesso, che ne consente l’accensione solo in caso di effettivo utilizzo del bidet: questo per ovviare agli inconvenienti con i primi modelli, quando molti curiosi premevano il tasto che attiva l’opzione lavaggio per vederne/capirne il funzionamento, e prontamente ricevevano uno spruzzo d’acqua in viso.

Vi consiglio comunque di leggere tutta la pagina di wikipedia dedicata per scoprire un sacco di altre cose interessanti sulle funzionalità di questo gioiellino, e non ci resta che sperare che alla dogana non facciano troppi problemi una cosa del genere arrivi presto anche in Italia. Nel frattempo, per non farci mancare niente, ecco le solite fotografie a random che mi fa sempre piacere condividere!

Fiori di ciliegio a Nakano, vicino a casa mia.

Fiori di ciliegio a Nakano, vicino a casa mia.

Il pranzo di oggi, che è costato quanto la crépe di cui sopra. Riso con tempura di verdure di stagione, zuppa con patate dolci e carote, una piccola frittata e alcuni pickles di dubbia specie.

Il pranzo di oggi, che è costato quanto la crépe di cui sopra. Riso con tempura di verdure di stagione, zuppa con patate dolci e carote, una piccola frittata e alcuni pickles di dubbia specie.

Nicholas Cage vi saluta!

Nicholas Cage vi saluta!

Uno scorcio provvisorio di Shibuya, giusto per non farvi rimanere a bocca asciutta!

Uno scorcio provvisorio di Shibuya, giusto per non farvi rimanere a bocca asciutta!

Ema (tavolette votive) fuori da un santuario scintoista, nel centro di Shibuya.

Ema (tavolette votive) fuori da un santuario scintoista, nel centro di Shibuya.

Vi ringrazio un sacco per i continui feedback e per continuare a leggermi, spero di continuare ad essere abbastanza interessante sia per chi il Giappone non lo ha mai visto, sia per chi non lo vuole manco vedere e anche per chi è già qui o verrà prossimamente a studiare come me.
A presto!

5 thoughts on “Washlet, o del gabinetto degli dèi:

  1. Woah! I’m really digging the template/theme of this blog. It’s simple,
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  2. Annie :3 spiegami perchè ho scoperto solo ora di questo tuo meravigliosissimo blog! ho già letto tutto e prevedibilmente questo post mi ha stregata😄
    divertiti tanto, ma credo di capire che tu lo stia già facendo ^^

    • Bellissimissima, grazie per il commento!
      Probabilmente non hai passato abbastanza tempo su facebook per notare il mio continuo e molesto spam hahah. Mi sto divertendo un sacco sì, qui mi piace proprio tutto e se devo dire la verità avevo qualche riserva prima di venire qui. Ma per fortuna ora va tutto bene e posso dilettarvi con qualche aneddoto strano hahah❤
      Continua a leggermi mi raccomando!

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